Scelta componenti: case e PSU

Componenti hardware: case e psuI componenti hardware fondamentali in un personal computer sono il case (o telaio, chassis o cabinet che dir si voglia), il PSU (Power Supply Unit, o alimentatore), la CPU (o processore), la motherboard (scheda madre, o mainboard), la memoria RAM e l’HDD (hard disk, disco rigido o disco fisso). Non è infatti possibile concepire un PC senza una di queste parti.

Nella “Guida: Come assemblare un PC” proponiamo una veloce disamina delle principali caratteristiche di ognuno di questi componenti, iniziando in questa pagina dai case e PSU: il primo sarà deputato a contenere tutto l’hardware, il secondo dovrà provvedere alla corretta alimentazione elettrica.

 

Fino a qualche anno fa il colore dei case era sempre e comunque il monotono beige, ed il loro aspetto esteriore non riceveva una grossa attenzione durante la scelta. Progressivamente nel corso degli anni sono mutate le esigenze relative al design (anche l’occhio vuole la sua parte, no?!?) ed ai requisiti di alimentazione elettrica (le richieste dei vari componenti sono diventate sempre più esose). Al giorno d’oggi, in particolar modo per ciò che riguarda le configurazioni domestiche, le caratteristiche dei cabinet possono essere molto elaborate, e contemplare l’utilizzo di led, display esterni, finestre trasparenti, luci colorate ed UV, oltre ad una miriade di chissà quali altre “diavolerie”, mentre il colore dominante è divenuto il nero. I requisiti richiesti agli alimentatori in termini di qualità e potenza della tensione erogata, sono diventati parte fondamentale della configurazione hardware.

Se stiamo assemblando un PC senza tante pretese, destinato ad utilizzo in ambito SOHO (Small Office – Home Office), il design del case non sarà un grosso problema. Probabilmente già con un case standard in formato ATX, completo di un alimentatore economico da 350W (nella fascia “primo prezzo”, l’acquisto di un case completo di PSU, è molto più economico rispetto all’acquisto separato dei due componenti), riusciremo a risolvere la questione, sempre che non siano presenti componenti hardware molto recenti, che necessitano di un alimentatore più potente. In tal caso, consigliamo l’acquisto di questo componente separatamente dal case.

Prima di acquistare un PSU specifico, consigliamo di verificare che il numero di connettori e la potenza erogata siano ampiamente sufficienti rispetto alle nostre esigenze. Solitamente i requisiti elettrici sono specificati nella documentazione dei prodotti; oltre alla potenza totale richiesta, è necessario verificare anche le potenze singole per ogni voltaggio: 3,3V, 5V e 12V. Basta che anche solo una caratteristica si dimostri insufficiente, per decretare la necessità di un alimentatore più potente.

Se non abbiamo tempo, voglia o capacità di addentrarci in questi calcoli, potremmo utilizzare in alternativa un apposito “Calcolatore per l’alimentatore del PC”, rintracciabile anche mediante una semplice ricerca in Internet. La precisione nei valori restituiti è scarsa, ma moltiplicando la potenza calcolata per un “fattore di sicurezza” di 1,5 (o meglio 2), con buona approssimazione avremo un valore “sicuro” per la potenza richiesta dall’hardware considerato.

Se necessitiamo di un sistema estremamente silenzioso, dovremo ricercare un alimentatore fan-less (senza ventole), sicuramente più costoso rispetto a quelli standard. In questo caso sarà ancora più consigliata l’adozione di pratiche per il monitoraggio della temperatura, al fine di prevenire eventuali surriscaldamenti.

 

Ecco di seguito alcuni fattori da tenere in considerazione, quando si parla di case o alimentatori:

Form factor

Il form factor (fattore di forma) è uno standard diffuso, che riguarda il case, la scheda madre e l’alimentatore di un PC. Riporta più o meno dettagliatamente le specifiche relative alle dimensioni della scheda madre, alla posizione degli slot, dei fori per il fissaggio della scheda madre al case, così come le posizioni ed il colore dei connettori per il collegamento dell’alimentazione. Questi standard sono fondamentali per permettere l’assemblaggio di computer, a partire da componenti hardware di costruttori diversi, che potranno così risultare compatibili ed interscambiabili. Anche la sostituzione dei componenti è più semplice, permettendo upgrade futuri, utilizzando lo stesso case.

Di seguito i form factor più comuni:

  • EATX (ExtendedATX) – motherboards di dimensioni 12″ x 13″, e destinazione pressochè esclusiva di utilizzo come server e workstation;
  • ATX – il più comune fattore di forma, di fatto lo standard commerciale attuale per i personal computer. La motherboard è generalmente posizionata in verticale, dove il maggior spazio che rimane a disposizione permette maggiore espandibilità ed un agevole ricircolo d’aria, rispetto ad altri standard più “compatti”;
  • microATX (µATX) – più piccolo rispetto all’ATX, a costo di un minor numero di slot di espansione disponibili. Nelle motherboard di questo formato, la scheda video è generalmente (ma non necessariamente) integrata. I case ATX possono generalmente essere utilizzati anche con schede madri di quest’altro formato.
  • FlexATX – Versione simile alla microATX, ma dotata di solamente 2 slot d’espansione;
  • WTX – formato obsoleto (interrotto nel 2008) relativo a workstation e server;
  • BTX – formato più efficiente che, nelle intenzioni, avrebbe dovuto sostituire l’ATX. In pratica, nel 2006 è stato interrotto il progetto;
  • PicoBTX – formato compatto per motherboard di dimensioni 8″ x 10.5″;
  • MicroBTX – per motherboard di dimensioni up to 10,4″ x 10,5″, che avrebbe dovuto sostituire il microATX;
  • Formati proprietari – dimensioni non standard, di alcune motherboard a volte utilizzate nell’assemblaggio da perte degli OEM.

La scelta del case dovrà quindi necessariamente cadere su di un modello dal fattore di forma compatibile con quello della motherboard.

 

Numero alloggiamenti per dischi

Hard disk (che andranno negli alloggiamenti interni da 3,5″) ed unità ottiche interne (in quelli esterni da 5,25″) utilizzeranno spazio all’interno del case, per cui è necessario considerare in anticipo il numero di unità che verranno installate, e quindi optare per un case che fornisca almeno il numero di alloggiamenti richiesto.

Solitamente ci si riferisce ad alloggiamenti “esterni” per ciò che riguarda i lettori e masterizzatori di CD e DVD, anche se gli stessi sono posizionati internamente al case: probabilmente la definizione risiede nella possibilità di accedere dall’esterno a queste unità. Attenzione quindi a non fare confusione con le “unità” esterne, che invece sono assolutamente esterne (ed estranee) al case.

Consigliamo di prevedere sempre qualche alloggiamento aggiuntivo, sia da 3,5″ che da 5,25″, rispetto alle esigenze del momento; nel futuro non ci sarà niente di più probabile dell’aggiunta di un hard disk ulteriore, per le nostre aumentate esigenze di storage. E’ possibile, mediante l’utilizzo di appositi adattatori, la sistemazione di hard disk da 3,5″ all’interno degli alloggiamenti da 5,25″, mentre invece non è possibile il contrario.

 

Potenza

L’alimentatore dovrà fornire sufficiente corrente continua ai componenti hardware presenti. Oltre a dover fornire un voltaggio stabile ed accurato attraverso la linea principale a 12V (all’interno della normale tolleranza di un 5-10% circa) in tutte le condizioni di utilizzo e di carico, dovrà lavorare altrettanto accuratamente anche sulle linee a 3,3V ed a 5V, dove spesso i modelli più economici difettano. Le fonti dove poter trovare prove “reali” di utilizzo non mancano: su Internet si possono trovare resoconti di prove in laboratorio, dove addirittura viene collegato un multimetro digitale al PSU durante l’utilizzo, che potranno sicuramente aiutare nella scelta di un alimentatore “realmente” di qualità.

Nella scelta di un alimentatore, dovrà essere verificata attentamente la presenza dei connettori necessari, ad esempio il PCI power a 6-pin, se non il connettore a 24-pin (oppure a 20-pin), così come il numero di connettori per l’alimentazione di hard disk, unità ottiche, ed altro. Se è previsto l’utilizzo in configurazione dual-VGA (SLI per nVidia, Crossfire per ATI) verificare che l’alimentatore sia adatto, e possibilmente certificato, per l’utilizzo in questa modalità.

 

Ventole addizionali

Nella maggior parte dei case sarà già presente 1 ventola (se non 2), comunque da considerare distintamente rispetto a quelle presenti sul PSU, sulla scheda video e sulla CPU. Lo scopo delle ventole del case è quello di “forzare” il movimento dell’aria all’interno dello stesso, e quindi portare all’esterno l’eccesso di calore, prodotto dai diversi componenti.

E’ frequente vedere la configurazione con doppia ventola anteriore e posteriore (davanti aspira dall’esterno, dietro soffia fuori); nulla vieta di aggiungerne di ulteriori, sempra che venga rispettato il flusso prevalente (a tale scopo, sulle ventole è sempre presente l’indicazione del verso). Come regola generale, è valida l’indicazione che maggiore è il volume d’aria che facciamo passare attraverso il case, maggiore sarà l’efficienza del raffreddamento.

Le ventole standard sono disponibili in due diversi formati: 80mm e 120mm, ed andrà verificato direttamente all’interno del case la quantità ed i formati disponibili per l’installazione. In caso di doppia opzione, è sempre preferibile utilizzare il formato più grande da 120mm, in quanto, a parità di flusso d’aria, questa avrà una velocità di rotazione inferiore, così come la rumorosità e le vibrazioni.

Se disponibili sulla motherboard, è sempre consigliabile utilizzare gli appositi connettori per la connessione delle ventole: in tal modo la loro velocità sarà gestita intelligentemente dal software della scheda madre.